La Cgil Campania e la Camera del Lavoro Metropolitana di Napoli riconoscono nell'Archivio

Storico un istituto culturale e luogo della cultura, che concorre all'attuazione del diritto di tutti i

cittadini e lavoratori all'informazione, nonché allo sviluppo della ricerca, della conoscenza e della

memoria.

Appare perciò importante che Cgil Campania e Camera del Lavoro Metropolitana di Napoli di

fronte ai vari fenomeni di perdita di identità mettano in atto delle strategie tese a salvaguardare e

conservare la propria memoria storica.

Le azioni proposte mirano a potenziare le possibilità di utilizzo e di godimento del patrimonio

archivistico; di costituire da un lato opportunità di accrescere la qualità e quantità dei servizi a

favore della comunità locale; di focalizzare l’attenzione verso il ”bene archivistico”, rendendo

consapevoli i cittadini della valenza di questo bene culturale, patrimonio della Comunità Locale,

quale parte della storia dell’umanità e fare dell’archivio storico un servizio dinamico che si integri

con tutti i servizi culturali e gli altri servizi del territorio, puntando ad una stretta collaborazione

con scuole, università e associazioni.

L’Archivio Storico e Bibliografico è stato trasferito dalla vecchia sede e affidato all’Istituto

Ricerche Economiche e Sociali IRES Campania per la cura e la valorizzazione.

 

Nascita ed evoluzione dell’Archivio Storico. Il primo nucleo dell’Archivio Storico della

Cgil Campania si costituì a Napoli intorno alla metà degli anni Ottanta. Fu infatti in quegli

anni che l’Ires Cgil (in quel periodo struttura confederale non ancora autonoma) – al quale

era stata affidata la custodia del patrimonio archivistico – si pose l’obiettivo di

salvaguardare e valorizzare in maniera adeguata ciò che rappresentava il retroterra

storico e ideale della Cgil campana e la sua proiezione nella cultura regionale.

L’Ires Cgil decise di avviare un autonomo tentativo di sistemazione delle scritture,

avvalendosi di risorse umane e materiali interne all’organizzazione. Il tentativo fu

intrapreso con grande impegno: le carte furono raggruppate in fascicoli e classificate

secondo uno schema logico mutuato dal titolario in uso presso la Cgil regionale; i fascicoli

furono a loro volta raccolti in faldoni, recanti sul dorso la segnatura e gli estremi cronologici

degli atti in essi contenuti. Il lavoro così tenacemente intrapreso subì purtroppo una

repentina interruzione, dovuta a cause non precisate, e le scritture della Cgil tornarono per

qualche tempo nel limbo dei problemi irrisolti.

Il progetto di dare vita a un Archivio ben organizzato fu ripreso all’inizio del nuovo secolo,

con la costituzione di una struttura denominata “Biblioteca, archivio, centro di

documentazione”, deliberata dalla segreteria regionale Cgil Campania il 31 marzo 2000. Il

nuovo progetto, più ambizioso del precedente, prevedeva il coinvolgimento dell’intera

organizzazione nell’attività di salvaguardia e utilizzazione del patrimonio documentario.

Dopo alcuni mesi di discussione e confronto, il 4 maggio 2001 una delibera del comitato

direttivo regionale diede formalmente avvio all’attività dell’Archivio storico, la cui nascita –

annunziata nel corso di un convegno pubblico organizzato dalla Cgil l’11 gennaio 2002 –

riscosse notevoli consensi e fu ampiamente pubblicizzata sulla stampa cittadina.

Al nuovo organismo venne affidato il compito di riorganizzare la biblioteca e di curare la

conservazione, il riordinamento e l’incremento del materiale documentario,

incoraggiandone il versamento da parte di singoli dirigenti e strutture sindacali.

La struttura ha acquisito nuovi locali e una buona dotazione strumentale, ha provveduto

alla ricatalogazione del materiale bibliografico e dato avvio al complesso lavoro di

schedatura e riordinamento del patrimonio archivistico.

L’archivio storico.  L’Archivio Storico (di qui in avanti AS) conservato, fino alla metà del

2019, nei locali di via Torino riflette puntualmente la struttura organizzativa della Cgil e

documenta in maniera efficace, benché talora discontinua, l’attività dell’organizzazione a

Napoli e in Campania. I nuclei principali sono costituiti dalle carte della Camera del lavoro

Metropolitana di Napoli, da quelle del Comitato regionale della Campania e dalla

documentazione relativa alla Federazione regionale unitaria Cgil-Cisl-Uil. In continuo

incremento i fondi relativi ai sindacati di categoria e all’attività svolta da singoli dirigenti;

cospicuo il carteggio della Camera confederale del lavoro di Napoli e del Comitato

regionale con la Cgil nazionale e con le altre strutture campane, territoriali e di categoria.

Di particolare interesse appaiono i fascicoli relativi alla composizione degli organismi

dirigenti della Camera del lavoro di Napoli (1943-1979), i verbali di segreteria (1953-1957)

e i verbali del comitato direttivo (1955-1961) della stessa Camera del lavoro e la serie

degli atti congressuali.

Dell’AS della Camera del lavoro Metropolitana di Napoli è poi da considerarsi parte

integrante la documentazione di carattere sindacale contenuta nelle buste 6-12 del fondo

“Clemente Maglietta” (conservato presso l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza

“Vera Lombardi” di Napoli), relativa agli anni nei quali lo stesso Maglietta fu segretario del

suddetto organismo (1945-1955).

Tra i fondi relativi alle categorie si possono citare, a titolo di esempio, quelli della Fiom,

della Flai, della Funzione pubblica, della Fnle, della Filtea, dello Spi; tanti i dirigenti

sindacali che hanno versato le loro carte all’archivio generale.

Oltre al materiale documentario propriamente detto, l’AS comprende anche una sezione

fotografica (che si compone di circa 3500 fotografie organizzate in fascicoli tematici e

raccolte in 121 buste), un’interessante raccolta di manifesti composta da circa 2.000 unità

e una sezione audiovisiva consistente in un centinaio di pezzi.

Un cenno a parte merita il materiale documentario e fotografico utilizzato per la mostra

“Lavoratori a Napoli dall’Unità d’Italia al secondo dopoguerra”, realizzata in occasione del

primo centenario della Camera del lavoro di Napoli (1894-1994). La documentazione,

relativa al periodo 1860-1997, è raccolta in 189 fascicoli e costituisce una fonte privilegiata

per la ricostruzione delle lotte operaie secondo una prospettiva “dal basso”, attenta al

ruolo esercitato dai grandi movimenti di massa nei processi sociali e politici del “secolo

breve”.